A parer mio..di A.Salveti

Impossibile non fare incominciare la riflessione dai fatti di Celano. Convinto da sempre che la verità stia nel mezzo, e mancando del tutto la versione della campana in divisa, mi muovo con cautela particolare ma anche dovuta. Proprio per ragioni di par condicio tralascio da una parte la possibilità di una qualche “provocazione”, dall’altra le manganellate fatte piombare in capo pure a bambini ed anziani. Meglio partire da un qualcosa di personale, quale può essere ad esempio un profondo senso di delusione.Dovuta senz’altro alle effettive responsabilità di questi criminali di stato, forse più robot programmati per “menar le mani” che esseri umani dotati di parola ed intelletto. La grande delusione, la altrettanto possente sconfitta, più che nel risultato, è per chi come me “credeva” nella Polizia. Tanto da difenderla sempre e comunque, e da invocare la preterintenzionalità pure nel recente affare Sandri. Ad uscire sconfitta dalla trasferta abruzzese, mi sia consentito, è quindi prioritariamente la mia coscienza di cittadino.Ma non bisogna generalizzare! Esistono poliziotti e poliziotti, come possono esistere ultrà ed ultrà. Il rischio della mela marcia è sempre possibile; quando rischia di far marcire anche il contorno, però, va isolata ed accompagnata alla porta. Ci sono servizi d’ordine di livello umano ma non per questo poco professionale (uno su tutti, Lamezia); altrettanto non mi sembra che gli ospiti si siano mai lamentati di quello che trovano a Cassino. Se esiste una Polizia, dovrebbe essere proprio la metà “giusta” della mela a coalizzarsi contro questi uomini, indegni forse anche solo di essere considerati tali.Ulteriore appunto, a memoria futura, per i celanesi: intesi come società, vergognosamente capace di sfruttare un evento tragico per - in compiacenza con la Lega - rubare tre punti al prossimo, e come i ridicoli pennivendoli (scusate l’arroganza nel non sentirli “colleghi”) che hanno fatto le loro cronache con assai poco senso deontologico. Probabilmente ci vogliono male per mille motivi: dalla presunzione in gara d’andata sottolineata dal loro mister alla “colpa” di averli spediti ai play-out la stagione scorsa. Ora il motivo ce l’abbiamo anche noi: e la ruota gira.