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parer mio..di A.Salveti |
Non abbiamo cambiato idea: pensiamo sempre che discutere
di un avvenimento nazionale su un foglio locale significhi
esporsi pesantemente al rischio di cadere nel ridicolo.
Facciamo un’eccezione solo in seguito ai noti
fatti di domenica scorsa, in quanto hanno investito
di conseguenza anche il nostro Cassino causandone il
rinvio della prossima gara di campionato.Non possiamo
infatti tacere il nostro dissenso per questo stupido
blocco totale che è stato ordito ai nostri danni.
“Ma cos’è diventato il calcio!”
si sarà stupito qualche “laico” poco
avvezzo alle cose di pallone; “ma cosa c’entra
il calcio?” avremmo voglia di rispondere ai soliti
demagoghi. E’ successo in un’area di servizio
toscana, ma sarebbe potuto accadere dovunque: fuori
ad una discoteca, davanti ad una scuola oppure nella
zona più degradata di una città: il “problema
tifo” non è secondario a quello “bulli”
oppure all’altro “immigrati delinquenti”.
Le pagine di cronaca dei quotidiani nazionali ospitano
tutti i giorni fatti simili se non più gravi,
senza che lo spettacolo si fermi. La morte di Gabriele
Sandri - per quanto assurda e sfortunata - non ha nulla
a che fare con il calcio. E’ stato strappato alla
vita dall’errore di un poliziotto; è giusto
parlare di disgrazia, di accidente, non bloccare i campionati
in segno di lutto. Credete forse che l’agente
abbia sparato dopo aver capito - da 70 metri di distanza
- che alla base di tutto vi fosse una lite calcistica?La
strumentalizzazione alla quale è stata sottoposta
questa morte ha il valore di un secondo omicidio. Gentaglia
di valore nullo ha approfittato di una circostanza -
sfortunata, ma pur sempre circostanza - per dare sfogo
ad atti ignobili. Sospendere una partita e provocare
guerriglia per un avvenimento così lontano è
una prova di forza talmente inutile da smascherare come
l’obiettivo sia appunto quello di “manifestare
potenza”. Anche per marcare la distanza tra noi
e questi terroristi siamo dalla parte dell’agente
Spaccarotella con lo stesso entusiasmo di un Pasolini
a Valle Giulia.Che il gioco si fermi. Dolore, frasi
di circostanza; poi tutto riprenderà come prima.
Lo stop è solo una concessione ai terroristi
di cui sopra. Una nuova - implicita - ammissione del
loro potere.Ecco che allora il nostro lutto, domenica,
sarà per il gioco del calcio. La prossima vittima.