| A
parer mio..di A.Salveti |
Non
va.Non va, non gira, non rende, non finalizza come dovrebbe,
non chiude come potrebbe,non ha i punti che avrebbe(dovuto
avere)…eccetera eccetera.
Tristi negazioni di positivi propositi sono lo stato
attuale delle cose in casa azzurra.Inappellabile quanto
mai,la sconfitta di Gela è piombata decisa come
doccia gelata sul clan azzurro.
L’essenza del calcio è questa: ti esalta
quando le cose vanno bene, ti deprime quando invece
le cose vanno male.Sommaria,scontata,ma vista cinicamente
forse infallibile. Perchè Grossi di giustificazioni
ne ha, e a bizzeffe: Cunzi e Carcione sono fuori, la
squadra di Gela che è scesa in campo rinnovata
per sette undicesimi rispetto a quella dello scorso
anno…ad abundantiam.
Che poi l’infortunio di uno dei due infortunati
abbia fatto largo a quel Lorusso che è risultato
il migliore degli azzurri nelle ultime e prime giornate
forse è davvero un’amenità statistica
che lascia il tempo che trova.
Eppure non si diventa brocchi in 90’.
Con tale convinzione, andiamo tutto sommato fiduciosi
alla sfida con il Celano, superato di un unghia lo scorso
anno in ottica play-out e quest’anno già
due gradini più in alto. C’è la
squadra e fino a poco tempo fa c’erano pure le
vittorie. Manca il gioco - arriverà ! –
e un pochino di cattiveria in difesa – “
so uaglioni! “, ma l’attacco fa intravedere
qualcosa e rischia di andare in gol anche quando non
fa nulla per meritarlo ( vedi Di Maio a Gela ).Per la
lentezza della linea mediana in fase di impostazione
i rimedi si chiamano tempo e amalgama, ed effettivamente
si assomigliano pure.
Troppo buono? Forse. Si chiama “tifo”. Condensa
speranza, rabbia agonistica, ancestrale orgoglio di
appartenere ad un’entità cittadina; è
allo stesso tempo amore e religione. Non sparate sul
pianista: le chiacchiere riempiono la bocca, non i rettangoli
di gioco, né tantomeno le porte avversarie. Sono
ammesse solo forza e coraggio. NOI VOGLIAMO QUESTA VITTORIA