A parer mio..di A.Salveti

Che questa rubrica stia cercando di guadagnare un pò di “nobiltà intellettuale” è sotto gli occhi di tutti. Ora che anche l’articolo di cronaca qui a fianco ha la stessa firma, il rischio di ripetere due volte le stesse fesserie è più che mai concreto: è per questo che sempre più spesso queste righe si allontanano dalle “cose di campo” per svariare in un orizzonte “filosofico” - ovviamente sempre in chiave cassinate - a nostro piacimento. E’ chiaro che così i lettori meno tifosi rischiano di perdere qualche passaggio: è a loro che rivolgo le mie scuse.“Complimenti allo chef”, si dice a tavola quando le portate sono state davvero succulente; la vittoria di Scafati appartiene di fatto a quest’ultimo novero e pertanto porgiamo i nostri migliori complimenti al principale artefice di questo successo. E’ nel corso delle cose che siano suoi i demeriti quando si è in periodi di magra; quando si ottengono i risultati, invece, la stessa consuetudine vede piovere sul capo del condottiero applausi, abbracci, rose rosse. Non è il nostro caso.I nostri sono complimenti autentici. Umorali, forse, perchè umorale è l’essenza stessa del tifoso; del resto, nel calcio, tutto è assoggettato ai risultati del campo. Se la carriera un giorno riserverà al condottiero - come personalmente spero - altri palcoscenici più importanti, potrà toccare con mano al confronto come queste pur pungenti critiche siano state comunque sempre mediate. Da tifosi, non possiamo nascondere al momento dello scrivere una sorta di “partigianeria d’amore”. Ci spinge a rinnegare il cielo quando le cose vanno male, ma non ci fa dimenticare il passato, la storia che abbiamo dovuto sopportare, le trasferte di Anitrella e di Alatri.Non si possono promettere solo elogi. Del resto, qualche volta ha pure funzionato, abbiamo avuto risposte sul campo; l’obiettivo è il bene del Cassino, e se c’è bisogno di pungolare qualcuno siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità. Ma sempre, davvero, con tutto il rispetto e l’affetto possibile per chi ha condiviso vivendo e vincendo la nostra stessa storia.