Società calcistica di Cassino.La società assume l'attuale denominazione nell'estate del 2003 con il passaggio alla presidenza dell'imprenditore farmaceutico Ciro Corcione, che compra il titolo sportivo del Real Cassino dal predecessore Antonio Morra.

ULTIMI ANNI DI STORIA
L'ERA MORRA Antonio Morra nell'estate del 1999 porta a Cassino il titolo di serie D del Real Piedimonte, compagine della limitrofa Piedimonte San Germano. Nella stessa stagione 99/00 il Cassino consegue quello che fino ad oggi è il suo miglior piazzamento in serie D (considerato che la promozione in serie C del 1978 avvenne solo per ripescaggio), la seconda posizione. Quella squadra resterà a lungo nei cuori dei cassinati. Allenatore il cassinate Corrado Urbano, giocatore di serie A con Empoli e Bari, il team tentò per 3/4 della stagione di competere con la Puteolana di Pozzuoli per la vittoria finale. Nella storia del calcio cassinate resta lo scontro diretto del 6 Gennaio 2000 dove 1200 cassinati invasero la cittadina campana per il big match, terminato poi 2-1 per i granata in virtù di un discusso rigore nel finale. Seguirono altre stagioni di medi piazzamenti nella quinta serie finchè il titolo non venne rilevato appunto, al termine della stagione sportiva 2002/2003, da Ciro Corcione.
CIRO IL GRANDE Nell'estate 2003 Patron Morra cede il titolo della sua creatura, dopo continui screzi con il comune, con gli altri imprenditori locali che non lo supportavano e dopo aver regalato al popolo azzurro tanti sogni ma ben poche soddisfazioni. Lo rileva Ciro Corcione, che per la stagione 2003/2004 vuole allestire un team di metà classifica. Non ci riuscirà. Allenato da un tecnico inesperto della categoria (Domenico Aceti, con esperienze sempre minori) e con giocatori perlopiù allievi dello stesso tecnico e che mai hanno militato nella categoria, uniche eccezioni qualche ragazzo del vivaio e anziani come Arcese e Mignanelli. Il nuovo Cassino parte con il botto vincendo 0-4 a Terracina contro una squadra allo sbando, ma successivamente fa uscire fuori i suoi limiti infilando una serie negativa di 6 sconfitte consecutive. Il k.o. interno con l'Isola Liri allenata da Sandro Grossi (lo ritroveremo) porta alle dimissioni di Aceti contestatissimo dalla calda tifoseria azzurra, che nel frattempo è entrata appunto in contestazione contro la società. Al posto del tecnico cervarese ecco Giuseppe Capaccione, meglio conosciuto come "il mago di Sparanise", che rivoluziona la squadra: già da Novembre arrivano a Cassino giocatori di categoria (su tutti Izzillo, Grasso, Micciola); la prima gara di Capaccione coincide con la seconda vittoria stagionale (0-1 a Termoli, Mignanelli al 94°) ma la squadra non da seguito alla bella prova: il nuovo pesante k.o interno con la Pro Vasto (0-3) fa capire che la musica non è poi cambiata. Novembre sorride però agli azzurri, che battono il Celano, perdono di misura a Nardò e sconfiggono la capolista Manfredonia che si presenta al Salveti con un codazzo di tifosi in festa ma deve chinare la testa davanti ai gol di Izzillo e di Rallo. E'il punto più alto della stagione azzurra, considerato anche il pareggio di Grottaglie della settimana successiva. La squadra però, a una buona difesa regolata dal difensivo Capaccione contrappone un attacco asfittico con Izzillo che da prima punta concluderà la stagione con la misera cifra di 4 marcature. In casa, condizionato da un terreno pessimo, il Cassino non riesce a macinare gioco e le sue partite spesso sono degli scialbi 0-0. A Gennaio, nuovi acquisti e esaltanti vittorie esterne (Trani, Manduria, Isola Liri) fanno uscire il Cassino dalla zona retrocessione e lo avvicinano alla salvezza. Sono poche però le gioie: spicca la terza e ultima vittoria casalinga (sullo stesso terreno del Salveti che sarà il punto di forza degli azzurri nelle stagioni seguenti) contro il Monterotondo, quando una squadra in 10 uomini dall'inizio per l'ingiusta espulsione di Grasso batte i romani con gol in rovesciata di Izzillo. E'l'ultima prova di forza. La squadra inizia allora a mollare la presa e arrivano prove umilianti fino al termine della stagione, con l'ultima farsa dei play-out. L'andata viene fatta a giocare addirittura sul campo dei rivali del Frosinone, il ritorno a Grottaglie è solo una formalità per i pugliesi che battono questo Cassino allo sbando e lo mandano in Eccellenza. La situazione è tragica. Corcione, bersaglio delle contestazioni della tifoseria, non si dà per vinto: vuole tornare in serie D per continuare a sognare l'approdo tra i professionisti. Stavolta la campagna acquisti è di tutt'un altro spessore. Primo colpo un allenatore preparato e vincente: da Isola ecco il ritorno del "figliol prodigo" Sandro Grossi, che dopo un annata contrassegnata da incompetenti che portavano a Cassino giocatori altrettanto inadatti sceglie personalmente i suoi ragazzi. Restano a Cassino dell'annata precedente solo la bandiera azzurra Raia, il mediano Carcione e un manipolo di giovani del vivaio; arrivano tra gli altri Gatti, Nardone, Praino, Della Torre e Ferri: saranno l'ossatura della squadra vincente. Il Cassino di Eccellenza si presenta subito come la squadra da battere: all'inizio però dimostra la sua infallibilità solo sul terreno amico del Salveti, deludendo un pò in trasferta dove comunque non china mai la testa: solo pareggi. A Novembre a fare da partner in attacco a Gatti arriva lo stagionato Pino Tortora, 43 anni e non sentirli: con 15 gol in 23 gare sarà l'alfiere del Cassino vincente. L'Almas Roma non molla l'inseguimento e si arriva in testa allo scontro diretto del 13 Marzo 2005 : davanti ai 2000 del Salveti un gol di Tortora alla mezz'ora manda l'Almas all'inferno e porta in tripudio la gente cassinate. La squadra però ha allora un debacle: arrivano le prime e uniche sconfitte stagionali: il 3-1 di Alatri e il rovescio interno con il Cisterna (in casa il Cassino aveva sempre vinto). Il Cassino accusa il colpo e l'Almas si riporta sotto; la truppa di Grossi dopo il pari di Fondi trova 6 vittorie consecutive, epica quella di Formia dove nel derby all'ultima giornata gli azzurri vanno sotto, pareggiano con Tortora e scrivono la storia quando capitan Raia al 94° buca con un destro formidabile il bunker formiano, regalando al Cassino la gioia dello spareggio visto che anche l'Almas ha continuato a vincere. Il 15 Maggio 2005, nell'impianto di Anagni, davanti a 1500 cassinati gli azzurri sconfiggono i romani 2-0 con gol di Ferri e Parente e tornano in quinta serie. Corcione non si ferma qui; una nuova e imponente campagna acquisti per mirare all'obiettivo grosso. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il 7 Maggio il Cassino torna in serie C dopo 26 anni,parte della storia è stata scritta ma siamo sicuri che il bello deve ancora arrivare.